APPROFONDIMENTI TECNICI
Come progettare un involucro ad alte prestazioni
APPROFONDIMENTI TECNICI
Come progettare un involucro ad alte prestazioni
Quando si parla di efficienza energetica degli edifici, il valore di trasmittanza della parete è spesso il primo parametro considerato. Ma un involucro ad alte prestazioni non può essere progettato sulla base della sola trasmittanza termica.
Cosa determina realmente l'efficienza energetica dell'involucro?
L'isolamento termico resta il punto di partenza. Limitare il flusso di calore attraverso l'involucro significa ridurre il fabbisogno energetico legato al riscaldamento invernale e al raffrescamento estivo.
Ma la prestazione del materiale deve essere letta insieme a quella dell'intero sistema costruttivo.
Il calcestruzzo aerato autoclavato Ytong presenta una struttura caratterizzata da micro-alveoli d'aria uniformemente distribuiti. Questa configurazione permette di ottenere bassa conducibilità termica ed elevata resistenza termica, consentendo di realizzare anche pareti monostrato senza ricorrere necessariamente a materiali isolanti aggiuntivi.
Quali prestazioni può raggiungere una parete monostrato Ytong?
La scelta dello spessore deve naturalmente essere effettuata in funzione del progetto e delle verifiche richieste. Ad esempio, la muratura monostrato Ytong Climagold presenta valori di trasmittanza compresi tra 0,19 W/m²K, con spessore 36 cm, e 0,15 W/m²K, con spessore 48 cm. Per gli spessori di 40 e 45 cm sono indicati rispettivamente valori U pari a 0,17 e 0,16 W/m²K.
Per il progettista, tuttavia, raggiungere un basso valore U è solo una parte del lavoro.
Comfort estivo: perché la massa della parete non è l'unico parametro da considerare
Il comportamento dell'involucro durante i mesi estivi è sempre più importante in fase progettuale, considerando anche l'aumento dei fabbisogni legati al raffrescamento.
Un luogo comune porta spesso ad associare automaticamente una maggiore massa superficiale a un migliore comportamento estivo della parete. In realtà la prestazione dipende dall'interazione tra massa, conducibilità termica, calore specifico e resistenza termica.
Due parametri aiutano a comprendere il fenomeno: lo sfasamento, cioè il ritardo con il quale il picco termico esterno raggiunge l'ambiente interno, e il fattore di attenuazione, che indica quanto tale picco venga ridotto.
Il loro effetto combinato può essere espresso attraverso la trasmittanza termica periodica Yie.
Per esempio una parete monostrato in calcestruzzo aerato autoclavato da 45 cm presenta le seguenti caratteristiche: sfasamento F = 19 ore, fattore di attenuazione f = 0,05 e Yie = 0,008 W/m²K.
Perché la tenuta all'aria incide sulla prestazione reale dell'edificio?
Un involucro termicamente performante può perdere parte della propria efficacia se presenta passaggi incontrollati d'aria.
Le infiltrazioni attraverso discontinuità, tracce impiantistiche e nodi costruttivi possono determinare dispersioni non considerate nel semplice calcolo della trasmittanza.
La tenuta all'aria può essere verificata tramite Blower Door Test, che misura l'ermeticità dell'edificio creando una differenza di pressione tra interno ed esterno. Uno degli indicatori utilizzati è n50, ossia il numero di ricambi d'aria orari con una differenza di pressione di 50 Pa.
Nelle murature Ytong la struttura piena del blocco costituisce un elemento interessante anche sotto questo profilo. Le tracce impiantistiche non generano infatti canali interni.
Ponti termici: perché una parete performante non basta?
Un'altra variabile decisiva è rappresentata dai ponti termici.
Si formano nei punti in cui geometria, materiali o spessori modificano localmente la resistenza termica dell'involucro. Collegamenti tra tamponamento e struttura in calcestruzzo armato, piede della muratura, solai, balconi e serramenti sono alcuni dei nodi che richiedono maggiore attenzione.
Le conseguenze non riguardano soltanto le dispersioni energetiche. L'abbassamento della temperatura superficiale interna può aumentare infatti il rischio di fenomeni di condensa e formazione di muffa.
Il D.M. 28 ottobre 2025 richiede di tenere conto delle dispersioni dei ponti termici nel bilancio energetico e di verificare l'assenza del rischio muffa nei punti critici.
Cosa cambia quando si interviene su un edificio esistente?
Nelle riqualificazioni il problema progettuale è differente.
Quando è possibile intervenire sulla facciata, l'isolamento dall'esterno permette di incrementare la resistenza termica dell'involucro. In questo caso il sistema minerale Multipor rappresenta una delle soluzioni Xella per l'isolamento esterno dell'edificio.
Quando invece il cappotto esterno non è realizzabile, per esempio in presenza di vincoli architettonici o di interventi limitati a singole unità immobiliari, Multipor può essere utilizzato anche per intervenire dall'interno, previa verifica della stratigrafia e del comportamento termoigrometrico.
Il D.M. 28 ottobre 2025 prevede, per l'isolamento dall'interno, la possibilità di incrementare del 30% i valori limite di trasmittanza previsti per gli edifici esistenti, proprio per tenere conto dei vincoli specifici di questa tipologia di intervento.
Isolamento interno: perché la verifica termoigrometrica è fondamentale?
L'applicazione dell'isolamento sul lato interno modifica la distribuzione delle temperature all'interno della stratigrafia esistente.
Una progettazione non adeguata può quindi aumentare il rischio di accumulo di umidità e condensazione.
Per le verifiche termoigrometriche viene comunemente utilizzato il metodo della UNI EN ISO 13788. Lo stesso documento normativo, tuttavia, riconosce i limiti del metodo semplificato quando entrano in gioco materiali igroscopici, trasporto dell'acqua liquida, capacità di accumulo dell'umidità e movimento dell'aria attraverso fessure e intercapedini.
Nelle situazioni più complesse è possibile ricorrere a simulazioni dinamiche secondo UNI EN 15026, che considerano l'andamento reale nel tempo di temperatura, umidità, irraggiamento solare, pioggia e vento.
Il nostro Servizio Tecnico esegue questo tipo di analisi con WUFI Pro del Fraunhofer Institute per la verifica di stratigrafie con sistemi Multipor.
Il pannello minerale Multipor appartiene ai sistemi isolanti aperti alla diffusione e attivi capillarmente. L'obiettivo è consentire alla stratigrafia di gestire il trasporto e la redistribuzione dell'umidità senza affidare il comportamento termoigrometrico a una barriera al vapore. Materiale isolante e malta adesiva devono però essere progettati e valutati come sistema.
Efficienza energetica e qualità indoor: due obiettivi da progettare insieme
Ridurre le dispersioni e migliorare la tenuta all'aria rende l'involucro più efficiente. Allo stesso tempo aumenta l'importanza di progettare correttamente la qualità dell'ambiente interno.
La qualità indoor dipende da molte variabili: ventilazione, controllo dell'umidità, rischio di muffa e caratteristiche emissive dei materiali utilizzati.
I sistemi Ytong e Multipor sono costituiti da materiali minerali. L'intera gamma di blocchi Ytong e le linee di intonaci e rasanti Multipor e Ytong hanno inoltre ottenuto la certificazione Biosafe mentre per i pannelli Multipor hanno sia una certificazione Natureplus che Eco-Institute.
Efficienza energetica e qualità indoor non dovrebbero quindi essere considerate come due obiettivi separati in quanto entrambe dipendono dalla capacità del progettista di considerare l'edificio come un sistema.
Sei un professionista e stai progettando o riqualificando un involucro ad alte prestazioni?