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APPROFONDIMENTI TECNICI

Isolamento interno delle murature storiche

APPROFONDIMENTI TECNICI

Isolamento interno delle murature storiche

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Verifica igrotermica nel caso del Rifugio Boè

Come intervenire sull'involucro di un edificio storico quando la facciata deve essere preservata e le condizioni climatiche sono particolarmente severe? Il Rifugio Boè, a 2.871 metri di quota nelle Dolomiti, offre un caso studio significativo per approfondire progettazione dell'isolamento interno, analisi igrotermica e verifica dei nodi costruttivi attraverso l'impiego dei pannelli minerali Multipor.

Isolamento interno degli edifici storici: qual è la sfida progettuale?

Quando si interviene su un edificio esistente, migliorare le prestazioni dell'involucro non significa semplicemente aggiungere uno strato isolante.

L'integrazione di un isolamento dall'interno modifica infatti il comportamento della stratigrafia esistente e richiede particolare attenzione alle caratteristiche della muratura, alle condizioni climatiche e ai nodi costruttivi.

Il Rifugio Boè, nel cuore del Gruppo del Sella, rappresenta un caso particolarmente interessante. L'edificio si trova a 2.871 metri di altitudine e la sua struttura storica, realizzata alla fine dell'Ottocento, presenta murature in pietra dolomia. L'intervento di ristrutturazione, affidato allo Studio Tecnico ETA di Cles e all'Impresa Fanti Group di Malosco, doveva migliorare le prestazioni dell'edificio preservandone al tempo stesso la facciata storica e confrontandosi con condizioni climatiche estreme.

La soluzione individuata ha previsto quindi un isolamento termico dall'interno con pannelli minerali Multipor.

Perché l'isolamento interno richiede una valutazione igrotermica?

Il caso del Rifugio Boè mette bene in evidenza un principio importante per la progettazione: la soluzione di isolamento deve essere valutata considerando il comportamento dell'intero sistema costruttivo.

Nel rifugio, i pannelli Multipor sono stati applicati direttamente sulle murature in pietra dolomia, caratterizzate da spessori compresi tra 50 e 58 cm; in alcune aree è stato successivamente aggiunto un rivestimento interno in perline di abete.

La configurazione dell'edificio presentava inoltre nodi particolarmente delicati. Le travi in larice del solaio e della copertura poggiano infatti sulla muratura esterna, rendendo necessario approfondire il comportamento dell'intervento in corrispondenza di questi punti.

Per questo motivo è stato coinvolto Eurac Research, Istituto per le Energie Rinnovabili di Bolzano, con l'obiettivo di eseguire un'analisi preliminare del comportamento igrotermico dell'edificio, individuare gli spessori di isolamento più appropriati e definirne le condizioni di utilizzo.

Simulazione igrotermica: verificare i nodi prima di intervenire

L'analisi condotta da Eurac Research è andata oltre una valutazione semplificata della parete.

Sono stati utilizzati software igrotermici per la modellazione in regime dinamico di dettagli costruttivi multidimensionali, in modo da prevedere nel tempo il comportamento igrotermico dei materiali e individuare una soluzione costruttiva finalizzata a evitare l'insorgenza di danni dovuti all'umidità.

L'attenzione si è concentrata in particolare su due punti:

  • l'interfaccia tra la muratura storica in dolomia e il materiale isolante;
  • il ponte termico in corrispondenza della testa della trave lignea inserita nella parete esistente.

È proprio questo uno degli aspetti più interessanti: nel recupero degli edifici esistenti, la valutazione della soluzione non può fermarsi alla prestazione nominale del materiale isolante, ma deve considerare anche la sua interazione con l'edificio e con i suoi dettagli costruttivi.

Conoscere la muratura esistente: la caratterizzazione della dolomia

Per rendere le simulazioni rappresentative delle condizioni reali era necessario disporre di dati adeguati sulla muratura storica.

I ricercatori di Eurac Research hanno quindi misurato presso l'Hygrothermal Testing Lab le proprietà igrotermiche della dolomia che costituisce le pareti della parte storica del Rifugio Boè.

Allo stesso tempo sono stati analizzati i dati climatici storici provenienti da diverse stazioni situate nell'area circostante, così da caratterizzare in modo più preciso le condizioni estreme alle quali l'edificio è sottoposto.

Perché è stato scelto Multipor per l'isolamento interno?

Per l'intervento è stato scelto Multipor, il pannello isolante minerale, utilizzato come rivestimento interno delle murature esistenti.

Multipor viene realizzato a partire da materie prime quali sabbia, calce e acqua, con cemento e additivi porizzanti. Il pannello è leggero, traspirante e incombustibile, con classificazione di reazione al fuoco Euroclasse A1.

La natura minerale e la struttura porosa del pannello consentono di combinare isolamento termico e traspirabilità. Il materiale è inoltre idrofugato in massa e superficialmente per migliorarne il comportamento termoigrometrico.

Nel caso del Rifugio Boè, queste proprietà sono state valutate all'interno dello specifico sistema murario attraverso le verifiche igrotermiche condotte sul progetto.

La leggerezza dei pannelli ha avuto anche una conseguenza molto concreta in cantiere: trovandosi il rifugio in alta quota, i materiali da costruzione dovevano essere trasportati in elicottero. Il peso contenuto dei pannelli Multipor ha contribuito ad agevolare questa operazione.

Dalla simulazione al monitoraggio delle prestazioni reali

La progettazione non si è conclusa con la simulazione.

All'interno delle pareti del rifugio, gli esperti di Eurac Research hanno installato un sistema di monitoraggio alimentato a energia solare, destinato ad analizzare le effettive prestazioni dell'isolamento durante i mesi più freddi e a fornire ai gestori indicazioni sull'utilizzo dell'edificio.

Il Rifugio Boè diventa così un esempio interessante di un processo nel quale analisi preliminare, simulazione, scelta della soluzione e monitoraggio vengono messi in relazione.

Per il progettista, il caso mostra soprattutto l'importanza di affrontare l'isolamento interno dell'edificio storico come un sistema, considerando contemporaneamente muratura esistente, materiale isolante, dettagli costruttivi e condizioni climatiche specifiche.

Multipor e la riqualificazione della muratura esistente

L'esperienza del Rifugio Boè mostra come l'isolamento interno possa rappresentare una possibile strategia quando è necessario intervenire sulle prestazioni dell'involucro senza modificare la facciata dell'edificio.

La scelta della soluzione deve però essere accompagnata dalla conoscenza dell'esistente e, nei casi più complessi, da un'adeguata verifica del comportamento igrotermico.

Multipor mette a disposizione del progettista una soluzione minerale per l'isolamento, caratterizzata da leggerezza, traspirabilità e incombustibilità, che nel caso del Rifugio Boè è stata integrata e verificata rispetto alle specifiche condizioni della costruzione storica.

Il progetto del Rifugio Boè

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