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APPROFONDIMENTI TECNICI

Isolamento a cappotto e resistenza al fuoco: cosa prevedono le normative

APPROFONDIMENTI TECNICI

Isolamento a cappotto e resistenza al fuoco: cosa prevedono le normative

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Dal 7 luglio 2022 è in vigore il decreto del Ministro dell’Interno 30 marzo 2022 recante “Approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi per le chiusure d’ambito degli edifici civili, ai sensi dell’articolo 15 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139”, parte integrante del Codice di prevenzione incendi (D.M. 3 agosto 2015).

La norma è finalizzata al raggiungimento dei seguenti obiettivi di sicurezza antincendio:
limitare la probabilità di propagazione di un incendio originato all’interno dell’edificio, attraverso le sue chiusure d’ambito;
limitare la probabilità di propagazione di un incendio originato all’esterno dell’edificio, attraverso le sue chiusure d’ambito (es. incendio in edificio adiacente, a livello stradale, alla base dell’edificio, …);
evitare o limitare la caduta di parti della chiusura d’ambito dell’edificio (frammenti di facciata o altre parti comunque disgregate o incendiate, …) in caso di incendio, che possano compromettere l’esodo degli occupanti o l’operatività delle squadre di soccorso.

Nel caso di isolamento a cappotto (certificato o non certificato ETICS) la norma impone dei requisiti sulla reazione al fuoco dei materiali utilizzati per edifici con quota massima maggiore di 12m:
● in edifici con quote comprese tra 12 e 24 metri vengono richiesti materiali con reazione al fuoco minima D-s2,d2;
● in edifici con quote maggiori a 24 m e in edifici adibiti alla cure mediche vengono richiesti materiali con reazione al fuoco minima C-S2,d0

In caso di edifici con quota massima inferiore a 12 m, invece, non sono presenti vincoli di rilievo.

Le normative antincendio in altri stati europei impongono che i materiali isolanti utilizzati in facciata siano classificati come incombustibili.

Gli eventi incidentali recentemente osservati hanno evidenziato la necessità di comprendere il comportamento non solo sulla superficie, ma anche all’interno del sistema di facciata e la propagazione del fuoco attraverso le intercapedini, oltre a quella di limitare la possibilità di incendi covanti e del distacco di paramenti di facciata.
Particolare attenzione deve essere posta alla realizzazione delle fasce di separazione resistenti al fuoco da eseguire in facciata (semplice o curtain walling), pienamente descritte nella norma, che diventano elementi atti ad assicurare il rispetto delle compartimentazioni orizzontali e verticali di progetto.
In facciata, in particolare, sono da realizzare con materiali in classe di reazione al fuoco non inferiore a A2-s1,d0o costituite da uno o più elementi costruttivi aventi classe di resistenza al fuoco E30-ef(oi) o, se portanti, RE30-ef(oi).
La norma impone che, sia in facciata che in copertura, lo sviluppo delle fasce di separazione sia maggiore a 1 metro sia nel caso di fasce verticali che orizzontali.

Il sistema a cappotto Multipor ha una classificazione A2 (pannello e collante-rasante), quindi pienamente conforme alla massima protezione al fuoco delle facciate.
Sono inoltre disponibili i certificati e il Fascicolo Tecnico sulla resistenza al fuoco di murature in laterizio e blocchi in calcestruzzo con isolamento termico in Multipor (qui il fascicolo tecnico per Multipor a parete, qui per Multipor su solaio), con un grado EI di 120 nel caso di esposizione del muro al fuoco e EI 180 nel caso di esposizione dell'isolante.

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